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Chi non ha memoria, non ha futuro

Chi passa non può non lasciare tracce... lasciami un commento

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March 11

Trasloco completo

E' inutile pubblicare le cose 2 volte quindi da oggi in poi i miei post saranno pubblicati solo su http://effettoseppia.blogspot.com, qui vi avviserò solo quando saranno presenti nuovi post.
Oggi ce ne sono ben 2, giornatone ihihi
 
Un salutone seppioso
m@Go
March 06

Trasloco

Ho deciso di traslocare il mio blog verso lidi più visibili, non c'è soddisfazione scrivere qualcosa se poi
nessuno la legge, quindi da oggi i miei post saranno pubblicati anche su http://effettoseppia.blogspot.com
 
 
March 05

Lettera da Gaza

ATTENZIONE! QUESTO ARTICOLO CONTIENE IMMAGINI MOLTO CRUDE


di Mohammed Omer - 03/03/2008

Fonte: comedonchisciotte [scheda fonte]

 

A seguire: elenco delle vittime, foto e video del genocidio compiuto da Israele in queste ore nel ghetto di Gaza. N.d.r.

Cari Amici,

Ho passato una lunga, orribile giornata, facendo foto e scrivendo dal terreno a Gaza City e a Gaza settentrionale. Ho incontrato due bambini che sono sopravvissuti al bombardamento mentre giocavano a calcio a Jabalyia: come probabilmente sapete gli altri quattro piccoli sono stati uccisi. Uno dei due bambini che ho visto non aveva più carne sulle sue gambe, avevano ustioni per tutto il corpo a causa del lancio di granate da parte dei carri armati. Questa è stata una delle cose più terribili che ho visto sinora, eppure ho visto molto di più.

Ho chiesto a un ragazzo di riferirmi i dettagli di ciò che è successo giovedì pomeriggio. Il ragazzino di nove anni piangeva mentre mi diceva di aver visto la testa decapitata di suo cugino lanciata lontano dal suo corpo, dalle sue braccia e dalle sue gambe, lontano da dove stavano giocando a calcio. Sua madre ha aggiunto che non c'era elettricità quando suo figlio è stato ricoverato in ospedale.

Piangeva mentre raccontava la storia, e le sue lacrime gli facevano più male del suo dolore psicologico, dal momento che ha ustioni sugli occhi. Sua madre gli ha scoperto la gamba ferita dove ho potuto vedere soltanto ossa senza la carne sopra. Non sono riuscito a capire come potesse rimanere cosciente, ma era uno stato di coscienza pieno di angoscia e dolore. Sentii nel mio cuore e nella mia testa questo dolore.

Parlando alla madre di questo bambino ella mi disse che aveva dovuto evacuare i suoi figli dal momento che l'area in cui i suoi bambini stavano giocando non era più sicura. I ragazzi hanno dai sei ai 14 anni. I 2 che sono sopravvissuti hanno detto che stavano tutti giocando a calcio di fronte alla porta della loro casa a Jabalyia quando il missile israeliano li ha colpiti.

Sono alla fine tornato a casa poche ore fa dopo aver aspettato per molto tempo per trovare un mezzo di trasporto. Ma quando alla fine sono riuscito tornare a Rafah sono crollato per un riposo di un'ora. Il mio sonno è stato spezzato: mi sono svegliato terrorizzato da quello che seppi poi essere il bombardamento da parte degli F-16. Sono corso dal mio letto per tutta la nostra casa buia e non vedendo nessuno della mia famiglia all'interno, sono corso scalzo per strada. Molte persone erano per strada, i giovani uomini correvano. Non capii, non sapevo cosa stessi facendo, a parte correre senza sapere dove ero diretto. Molta gente aveva chiuso le finestre e abbassato le persiane visto che al momento c'è un freddo gelido.

Sono stato contento di non essermi ferito con i vetri rotti e le macerie sulle strade. Sono tornato a casa per scrivere questa lettera sul mio portatile. Ma ho deciso che tornare a dormire non è una buona idea, non importa quanto io sia esausto. Se devo morire (e non lo desidero) voglio essere sveglio per sapere che sto morendo e per colpa di chi. Non addormentato.

Titolo originale: " A LETTER FROM GAZA"

Fonte: http://rafah.virtualactivism.net
Link
01.03.2008

IL GENOCIDIO ISRAELIANO A GAZA: 55 VITTIME IN 12 ORE

DI ANNA GOLDMAN
Popular Committee Against Siege (PCAS)

Striscia di Gaza, 1 Marzo 2008, (PCAS) - Dalla mattina presto è iniziato l'Olocausto israeliano contro i palestinesi. Sono stati uccisi circa 10 combattenti per la libertà, ma la maggioranza delle 45 vittime sono civili.

L'Olocausto che è stato dichiarato ieri da Matan Vilnai, vice ministro israeliano della difesa (guerra), è stato in parte lanciato a partire da questa mattina. Diversi tipi di armi, come velivoli F16 e Apache sono stati usati. In aggiunta a mitragliatrici pesanti, bombe, missili e anche bombe a frammentazione.

La famiglia Attalla è stata colpita da un missile di 1 tonnellata sparato da un F16. Il missile ha distrutto la loro casa di due piani portando all'uccisione di quattro membri della famiglia tra cui un bambino.

Sono stati compiuti circa 30 incursioni aeree e sono state sparate 50 bombe e pezzi di artiglieria contro i civili palestinesi. Il campo di Jabalya dove sta avvenendo l'Olocausto militare è densamente popolato. Circa un milione di persone vivono in 1 km. Perciò cadono rapidamente molte vittime innocenti.

1- Eyad Al Ashram, Maschio, 26

2- Musleh Abu Ali, Maschio, 17

3- Jakline Abu shbak, Femmina, 17

4- Eyad abu Shabk, Maschio,14

5- Basam Muhammad Ubaid, Maschio, 45

6- Basam Ubaid, Maschio, 15

7- Hamza Al jamal, Maschio,40

8- Abdallah Abd Rabu, Maschio, 4

9- Ibrahim Alzain, Maschio, 25

10- Mustafa Zaghloul, Maschio, 32

11- Hamada Abd Al hameed, Maschio, 29

12- Saeed Al hasheem, Maschio, 23

13- Husain Al batsh, Maschio, 27

14- Samah Zaydan Asalya, Femmina, 17

15- Salwa Zaydan Asalya, Femmina, 23

16- Tala't Dardona, Maschio, 29

17- Mustafa Abu Jalala, Maschio, 28

18- Hasan Safi, Maschio, 25

19- Abdallah Abu Shaira, Maschio, 18

20- Mutasim Abd Rabu, Maschio, 24

21- Hamada Saleh Al abad, Maschio, 16

22- Mustafa Manon, Maschio, 22

23- Muhammad Sleem, Maschio, 24

24- Muhammad Abdalrahman Shhab, Maschio, 23

25- Ali Al kitnani, Maschio, 15

26- Tal'at Dardona, Maschio, 17

27- Sana Ghad Al abed Saleh, Femmina, 16 28- Ahmed Albatsh, Maschio, 16

29- Muslih Muhamad Muslih,Maschio, 17

30- Thabet Junied, Maschio

31- Sultan Al zain, Maschio

32- Mustafa Abu Jalala, Maschio

33- Muhammad Al atar, Maschio

34- Nael Abu Alon, Maschio, 20

35- Muhammad Abd Al mouti Sleem, Maschio,

36- Saed Dabour, Maschio, 28

37- Hamada Saed, Maschio

38- Mahmoud Rayan, Maschio

39- Jedjad Hatem Abu Hlayal, Maschio

40- Thari Abu Aubaid, Maschio

41- Tamer Weshah, Maschio

42- Ahmed Saleh Abd Al rahman

43- Muhammad Abd Al qader Oqylan

44- Hasan Abu Harb

45- Abd Al rahman Atallah, Maschio, 60

46- Ibrahim Attalah, Maschio, 30

47- Sua'd Atallah

48- Sconosciuto

49- Sconosciuto

50- Sconosciuto

51- Sconosciuto

52- Sconosciuto

53- Sconosciuto a Khanyonis City

54- Sconosciuto a KhanYonis City

Popular Committee Against Siege(PCAS),
PCAS Manager,
Sam AK
Gaza - Palestine
Mob:00972598873055
Freegaza.ps@gmail.com

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DELLO PCAS

Titolo originale: " Israeli Genocides, Holocausts & Massacres: 55 Victims in 12 hours, names included"

Fonte: http://www.freegaza.ps/english/
Link (articolo)
Link 1 e Link 2 alle gallerie fotografiche
01.03.2008

VIDEO: GUERRA GENOCIDA A GAZA



Fonte

VIDEO (AL JAZEERA): BAMBINO DI SEI MESI UCCISO A GAZA



Fonte

VIDEO (AL JAZEERA): L'OLOCAUSTO NAZISTA-ISRAELIANO CONTINUA

 

 

Fonte

Ci scusiamo con i lettori per non aver potuto tradurre il testo audio di questi filmati. Abbiamo deciso di pubblicarli comunque perchè le immagini che mostrano sono più che eloquenti. Grazie per la comprensione. N.d.r.

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
March 01

Italian Histories X

Quelle che voglio raccontarvi oggi sono 3 storie italiane, storie di provincie italiane legate dal filo rosso degli abusi di poteri.
Le storie che sto per raccontarvi hanno come tristi protagonisti da una parte persone che vivono una vita leggermente al di fuori dei canoni tradizionali, perbenisti, e dall'altra bestie in divisa, che usano il loro monopolio della forza fisica per divertirsi a malmenare la gente.
Queste storie conosciute o meno ci parlano di 3 ragazzi Federico di 18 anni, Marcello di 29, e Aldo che di anni ne aveva 44. Le storie di questi ultimi due, parlano di morte dietro le mura dei carceri italiani superaffollati e mortali. La storia di Federico si differenzia solo perchè avvenuta in strada. Poi per il resto sono identiche, i tutori dell'ordine con improbabili ricostruzioni dei fatti, i malori che colpiscono le vittime, i tentativi di insabbiamento delle indagini, le frettolose richieste di archiviazione.
 
 
La prima storia si svolge qui a Perugia, o meglio tra il piccolo paesino di Pietralunga e il carcere di Capanne. A Pietralunga vive Aldo Bianzino, con la compagna Roberta, l'anziana madre di quest'ultima di 91 anni , e il loro figlio di 14 anni. Qui lavora come falegname e coltiva alcune piante di marijuana. Per queste piante la mattina del 12 ottobre 2007, viene arrestato e portato in carcere insieme alla sua compagna. Le ultime parole che Roberta ricorda di Aldo sono:"Sta tranquilla, non c'è da preoccuparsi, non abbiamo ammazzato nessuno". Da quel momento Roberta non lo vedrà più in vita. Aldo viene ritrovato morto, nella sua cella di isolamento del carcere di Capanne, la mattina del 14 ottobre. L’autopsia evidenzia lesioni all’encefalo, al fegato e alla milza. Il Dott. Lalli nominato dalla procura dice chiaramente che il Bianzino è morto a causa di colpi dati con l'intento di uccidere, colpi dati con una tecnica scientifica usata presso alcune corporazioni militari che mirano a distruggere gli organi vitali senza lasciare tracce esterne.
Viene aperta un'indagine verso ignoti per omicidio volontario, ma dopo una nuova autopsia si comincia a parlare di aneurisma celebrale, e di un presunto complotto dei detenuti contro un secondino, particolarmente severo. Il 10 gennaio il PM Petrazzini chiede l'archiviazione del caso per l'accusa di omicidio volontario.
Naturalmente, i familiari, gli amici e tutti quelli che conoscevano Aldo non possono credere a questa versione di improvvisi aneurismi e complotti, quindi decidono di creare un comitato per chiedere  Verità per Aldo, promotore di una manifestazione nazionale qui a Perugia, e che continua a raccontare questa assurda storia in giro per la democratica Italia, cercando di raccogliere qualcosa per sostenere le spese legali.
    
 
 
La seconda storia che voglio raccontare è del tutto simile, in questo caso cambia solo la città Livorno e i protagonisti, uguali invece i fatti.
Marcello Lonzi, un giovane di 29 anni, viene arrestato nei primi mesi del 2003, per un piccolo furto e condannato a 7 mesi di reclusione (perchè in Italia solo i piccoli furti vengono puniti) e recluso nel carcere della città labronica, qui muore l'11 luglio, morte naturale dice l'autopsia, un arresto cardiaco. Possiamo vedere dalle foto qui sotto cosa intendono questi assassini, per cause naturali.
Il corpo presenta numerosi segni di violenza, causati dalle manganellate, bastonate, che hanno portato alla morte del povero Marcello.
Nonostante l'impegno della mamma per cercare i responsabili di questo vile assassinio, l'inchiesta aperta nei giorni seguenti del giovane viene archiviata a pochi mesi di distanza, in quanto la morte è avvenuta per cause naturali.
 

 

La terza storia è probabilmente la più nota è risale al 25 settembre 2005, è una domenica mattina presto, non più tardi delle 5.30, quell'ora in cui in giro per le città ci trovi solo spazzini, poca gente che va a lavorare, tranquilli vecchietti che portano in giro i loro cagnolini, e qualche ragazzo che torna a casa dopo notti passate a divertirsi. è settembre la temperatura è piacevole, Federico 18 anni appena compiuti, dopo una serata trascorsa con gli amici a Bologna, sta facendo ritorno a casa, da solo, a piedi, è un po alterato, ha assunto qualcosa. ha una camminata un po incerta e forse canticchia qualcosa. un passante nota quel ragazzo, spaventato chiama la polizia che arriva in Via ippodromo dopo qualche minuto. Nasce una colluttazione tra questa squadraccia in divisa (Forlani Paolo, Segatto Monica, Pontani Enzo, Pollastri Luca. i nomi affinche si sappiano gli autori materiali di questo omicidio) e Federico,viene chiamata un'ambulanza, al loro arrivo i medici del 118, non potranno fare altro che constatare la morte di Aldro per arresto cardiaco in seguto all'arresto respiratorio. Federico 18 anni disarmato, incensurato, non stava compiendo alcun reato quella mattina e non aveva mai fatto male a nessuno, altra vittima della violenza cieca. Non voglio annoiarvi con le parole e vi linko un video fatto da Arcoiris.tv in cui si può capire cosa è accaduto esattamente quella mattina, e tutte le menzogne che sono state dette successivamente.

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=5688&ext=_big.wmv

 

Purtroppo queste storie italiane X, toccate solo in modo marginale dai media ufficiali, sono costantemente un aumento, di qualche giorno fa la storia del ragazzo di Catania ucciso da un carabiniere, la sua vita è valsa il prezzo di un motorino rubato. E poi, sono numerose le storie di abusi delle forze dell'ordine (ne ho appena letta un'altra a me sconosiuta, proprio sul blog tenuto dalla mamma di Federico), tanti suicidi, malori che colpiscono extra-comunitari e non, nelle carceri italiane o anche per strada, di cui non sapremo mai niente perchè non ci sono genitori o amici coragiosi che cercano una verità, al di fuori della versione ufficiale.

M@go

 

February 26

"Umiliazioni, pestaggi, sputi, ecco l'inferno di Bolzaneto"

di MASSIMO CALANDRI

GENOVA - Qualcuno dovrà pure spiegare l'odio e la violenza, la barbarie, la crudeltà gratuita. L'accanimento. Gli insulti, le umiliazioni, le botte. I capelli tagliati a colpi di forbice, gli sputi, i volti marchiati, le dita spezzate. Qualcuno dovrà spiegare, ed assumersene le responsabilità.

Nella seconda udienza dedicata alla requisitoria del processo per le violenze e i soprusi nella caserma di Bolzaneto, i pubblici ministeri si sono concentrati sull'attendibilità dei testi. Spiegando che non furono solo le 209 vittime a raccontare nei dettagli l'orrore di quei tre giorni, ma che gli stessi imputati generali, funzionari di polizia, ufficiali dell'Arma, guardie carcerarie, poliziotti, carabinieri, medici hanno più o meno direttamente confermato quegli sconcertanti resoconti.

Vale allora la pena di riportare alla lettera una parte dell'intervento di Vittorio Ranieri Miniati, a nome anche dell'altro pm, Patrizia Petruzziello. Un breve elenco di fatti specifici accaduti nel "carcere del G8". Una esemplare tessera del mosaico. Miniati cita ad esempio "le battute offensive e minacciose con riferimento alla morte di Carlo Giuliani o di alcuni motivi parafrasati a scopo di scherno". "Per la giornata di venerdì, in particolare: il malore di Angelo Rossomando e quello di Karl Schreiter. Il taglio di capelli di Taline Ender e Saida Teresa Magana. Il capo spinto verso la tazza del water a Ester Percivati. Lo strappo della mano di Giuseppe Azzolina. le ustioni con sigaretta sul dorso del piede a Carlos manuel Otero Balado, percosso tra l'altro sui genitali con un grosso salame. Le percosse con lo stesso grosso salame sul collo di Pedro Chicarro Sanchez".

"Per la giornata di sabato, in particolare: il malore di Katia Leone per lo spruzzo in cella di spray urticante. Il malore di Panagiotis Sideriatis, cui verrà riscontrata la rottura della milza. Il pestaggio di Mohammed Tabbach, persona con arto artificiale. Gli insulti a Massimiliano Amodio, per la sua bassa statura. Gli insulti razzisti a Francisco Alberto Anerdi per il colore della sua pelle. Le modalità vessatorie della traduzione di David Morozzi e Carlo Cuccomarino, che vengono legati insieme e le cui teste vengono fatte sbattere l'una contro l'altra".

"Per la domenica, in particolare: il malore di Stefan Brauer in seguito allo spruzzo di spray urticanti, lasciato con un camice verde da sala operatoria al freddo. Il malore di Fabian Haldimann, che sviene in cella ove è costretto nella posizione vessatoria. L'etichettatura sulla guancia, a mo' di marchio, per i ragazzi arrestati alla Diaz nel piazzale al momento dell'arrivo a Bolzaneto. La sofferenza di Anna Julia Kutschkau che a causa della rottura dei denti e della frattura della mascella non è neppure in grado di deglutire. Il disagio di Jens Herrrmann, che nella scuola Diaz per il terrore non è riuscito a trattenere le sue deiezioni e al quale non è consentito di lavarsi. La particolare foggia del cappellino imposto a Thorsten Meyer Hinrrichs: un cappellino rosso con la falce ed un pene al posto del martello, con cui è costretto a girare nel piazzale senza poterlo togliere". Per chi lo avesse dimenticato, i responsabili di questi episodi sono uomini dello Stato. Quello che ci dovrebbero proteggere dai criminali.
 
 
 
Sconcertante, poco altro da aggiungere, solo tanta rabbia e rassegnazione verso uno Stato che non solo non ci difende, ma che con i suoi aguzzini tortura, e uccide i suoi figli. Rabbia che cresce, quando penso che nessuno di questi criminali pagherà le sue colpe in quest'Italia giustizialista verso i deboli e garantista nei confronti dei veri criminali che anzi vengono premiati, promossi, o addirittura eletti Presidente della Repubblica.
 Sono stato a Genova a novembre scorso come altre decine e decine di migliaia di persone, una folla grandissima e pacifica (nonostante gli allarmi dei gorni che hanno preceduto la manifestazione) che aldifuori dei canali politici ufficiali chiedevano la Verità e la Giustizia per quei giorni luttuosi. Verità e Giustizia come quella che si aspetta per tutte le stragi di Stato, per Ustica e il Cermis, o come quella che chiedono i parenti di Federico, Aldo, Marcello, Gabriele e tutti quelli che hanno perso i loro cari a causa di perverse logiche di potere.
Si parla sempre dell'odio diffuso verso le forze dell'ordine, da parte di molti giovani, e credo che proprio in tutte queste violenze e le menzogne che le coprono deve trovarsi la risposta. Io non voglio pensare che tutti gli sbirri siano dei pezzi di merda, ma fino a quando chi sbaglia gode di una immunità illimitata, e della copertura di tutto l'apparato statale, io non posso provare che sentimenti disprezzanti verso queste sporche figure.
 
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